Fai la guardia o fai il ladro?

Questo è il nostro tempo
ti stai fermando perché non è esaltante?
ma io lo voglio battere per farlo grande
non posso perderlo per aspettarti sucker
dicono state calmi
ma intanto io li vedo in armi
che ci stanno cercando
guarda al Leoncavallo assassini al soldo
maiali, qual è la ricompensa
la vostra ricompensa per il Leonka morto
non posso fermarmi in questa sporca terra d’armi
per questo gli rispondo nascosto nella giungla
io dico quel che vedo non invento niente
cos’altro potrei dirti
non posso consumare le menzogne
anche se ho conosciuto le sconfitte
tante
io ci sono nato
ma intorno vedo chiaro perché non vivo a caso
cos’altro potrei dirti
forza chi è che si fa sotto
batti il tuo tempo
ubriachi senza bere un sorso
come quella volta
davanti al fuoco nella strada
la nebbia si dirada
era buio e a ritmo illuminata
seguilo il ritmo della posse
Onda Rossa Posse
un battito che paga
non rimiamo per rimare noi ma per guardare il maleRit.:
Batti il tuo tempo
batti il tuo tempo per fottere il potere

Io scrivo interpreto recito la rima
come nessuno prima
sì ma ho lo spirito per farlo
come i miei fratelli giù nel fondo
qualcuno sta rubando
da quando è nato: “o fai la guardia o fai il ladro”
inseguito braccato preso prigioniero un giorno presto all’alba
battito del cuore
in quattro armati per portarmi via di casa
devastata spogliata
come in un film al cinema
ma questa volta è vero
credimi è vero
chi è illegale chi illegale
il bandito il criminale
il giusto l’ingiustizia
terribile bellezza dentro le celle nei ghetti
che contrasto con i morti viventi
odiosi uomini fottuti
bastardi, senza dignità
ma con migliaia di miliardi
maestri nei disastri
tu li puoi vedere controllano il paese nel balletto del potere
vergogna
dieci anni di menzogne
triangolo di Ustica la strage di Bologna
guarda in faccia le sue colpe
vivendo in fondo
guardando intorno
alzandolo il livello puoi capirlo molto meglio
dove sono gli illegali
chi protegge noi da voi da questi criminali!

Rit.:
Batti il tuo tempo
batti il tuo tempo per fottere il potere

Questo è l’hip-hop
questo è il suo ritmo
stile della posse in azione
in piena azione a colpire ancora al cuore
non lo conosci?
allora attento perché batte il suo tempo
uccide il suono regole metriche del gioco
ma senza rimpianto
afferra il senso avrai qualcosa in cambio
Onda Rossa Posse sta bruciando
è in fiamme e in forze innescano esplodono la rima
in prima linea
senza mezzi soldi anzi ma tu lo stai capendo
questa oggi non è solo una festa
ti colpirà senza paura
faremo in modo che tu ne voglia ancora
fino alla fine come la pantera
aggredita assalita sempre
ma se tu ci provi fallo in maniera risoluta assoluta
perché se spari disse: “risponderò sparando”
22-8-’89 tu non puoi dimenticarlo
Newton è morto: Huey P. Newton è stato assassinato
cos’altro potrei dirti
forza chi è che si fa sotto
batti il tuo tempo
ubriachi senza bere un sorso
finiremo in una cella…
ma chi è il legale chi illegale in questa sporca terra
sequestrano la gente per degli anni
in questa sporca terra d’armi
uccidono impunite per la strada le pallottole vaganti
chi è illegale chi illegale
chi bandito il criminale
il giusto l’ingiustizia
terribile bellezza dentro le celle nei ghetti
che contrasto con i morti viventi
questo è il momento
devi batterlo il tuo tempo

Rit.:
Batti il tuo tempo
batti il tuo tempo per fottere il potere.

Onda rossa posse – Batti il tuo tempo

-5 alla trasformazione

Non era la prima volta che si svegliava e ricordava quello che aveva scritto la sera prima.

Addirittura ripensava a quei post mossi dalla violenza che gli pareva di aver subito e che tutt’ora, a tratti, gli pareva di subire, anche tra le mura domestiche. Sì, anche lì.

Si riproponeva di riscrivere un post che ne tenesse conto sì, ma con rinnovata sensibilità.

Certo non intendeva travisare la situazione problematica ma si era stufato di atteggiarsi a vittima, come se fosse l’unica.

E cominciava a pensare: finchè saremo rintanati ciascuno nel proprio abitacolo o rinchiusi nei ghetti non potremo renderci conto della situazione più in generale, le nostre parole resteranno un gesto insulso e inascoltato.

Occorreva un’altra forma che non fosse quella del blog. Non era la prima volta che ci pensava.

Occorreva qualcosa di più distaccato, non in prima persona. Forse addirittura alla seconda, come in un romanzo di Butor che aveva letto proprio nell’estate della sua crisi: La trasformazione.

A GUEST + A HOST = A GHOST

Sembrava divertente, addirittura provocatorio

concludere la tesi di laurea con un grosso quadrato bianco

un enorme pixel luminoso: UnTile, una Non-Piastrella

Non mi sentivo di proporre la via del non progetto

ma risolvendolo con un gioco di parole…mi sembrava  di aprire mille interpretazioni e rimandi.

Rimando era il titolo originario della tesi. Fui indirizzato dal mio amico.

Solo lui avrebbe potuto riordinarmi le idee, coniugare forma e contenuto.

Ritorno ancora una volta su questo argomento perchè se fossi caduto su una piastrella di quelle belle tangibili, ora non sarei qui a scherzarci sopra.

Ci ritorno perchè ne ho riempite di piastrelle bianche.

Ora ci ritorno ancora perchè forse una delle possibili interpretazioni era quella che non avessi fatto nulla.

Ecco. Ora (e penso per molto tempo ancora) penso proprio che non farò proprio nulla, reciterò quella parte così fastidiosa alla gente, continuerò a fare della mia vita una commedia divertente.

Ritornerò di sicuro sull’argomento. Non penso di poter lasciare traccia di me se non attraverso questa presa di coscienza del filo della mia vita.

Dai venti ai trent’anni attraversai il periodo grigio. Documentabile.

A questo si sovrappone ora quello bianco.

Il prossimo sarà nero? Nel caso eviterò di esprimermi.

Per ora mi sembra di essermi messo fin troppo in luce. Per ora mi accontento di recitare questa parte. Lo Stato, forse, addirittura, me la retribuirà con ben 271 euro al mese! Tanto per ricordare il periodo grigio con un po’ di nebbia.

Certo di colori non ce ne sono. Me li tengo a mente.

Matassa: e il filo?

Quando alla fine del ciclo di studi non sapevo su quale tema concentrarmi,
lo individuai quando mi accorsi che c’era un filo che univa i miei lavori:
dal primo al quinto anno, fino all’esperienza nelle discariche.
Era qualcosa che aveva a che fare con la mia sensibilità e con la mia vita in generale.
Che scoperta! La polvere!

Ma torniamo a ora.
Cosa lega le mie esperienze di vita e gli elaborati che ho prodotto da solo o con gli studenti.
Sono sempre rammaricato di non aver fotografato le migliaia di lavagne che ho riempito alla fine di ogni lezione di due ore, nella scuola privata, in quella pubblica e in quella popolare.
E adesso chi mi crede?
Io ripartirei proprio da quelle lavagne e da un recente disegno per l’orto.

Mi viene anche in mente la lezione più interessante delle poche che ho potuto ascoltare da un amico.
Il tema è quello della traduzione.

l’andazzo in generale

Quando sono chiamato in causa per fare qualcosa di interessante

quando mi viene attribuita una qualche responsabilità

posso mettere in gioco le mie qualità (perchè devo nasconderle?)

posso agire secondo un certo grado di utopia (non occorre che mi si faccia notare che è adolescenziale)

posso innamorarmi al primo sguardo (è da persona immatura?)

condurre una vita esente quasi del tutto da vizi

posso percorrere lunghi tragitti senza provare ansia o pesantezza

come in un esercizio allenante provo sempre minor fatica

e anche i rapporti con i colleghi sono tollerati

nel caso contrario divento pessimista

vedo il sesso femminile come qualcosa di estraneo

fumo come un turco e berrei una damigiana di vino o di birra

non mi muovo dal mio letto, ingrasso, provo fatica

mi sento nervoso e poco simpatico

in questo periodo penso che c vorrebbe un miracolo

e cerco solo di limitare i comportamenti viziosi

cerco di fare quantomeno una passeggiata

leggere un capitolo al giorno cercando lì la soluzione

per questo andazzo, perchè le indicazioni che mi hanno fornito gli esperti

vanno nella direzione di mitigare quello mi faceva vivere.

Vita interrotta a 35

Tu dici una cosa

Lui dice un’altra

Lei un’altra ancora

Voi dite quello che mi aspettavo

Loro quello che mancava

Non trovo parole per parlare di quello che potrebbe essere un confronto politicamente corretto, o semplicemente un processo.

Io penso solo una cosa.

Che solo una ragazza che ho conosciuto di sfuggita

ha dato voce al mio modo di essere: mi ha letto nel pensiero

e nel mio passato, ha trovato alcuni aggettivi in cui mi riconosco.

Non pubblico alcuna parola o nome in riferimento a questi fatti

ma se riuscissi a uscire da quel senso di essere diventato piccolo così

ritornerei a fare la mia vita, più o meno socialmente accettabile

non pretenderei di essere compreso o aiutato perchè mi sentirei libero.